Studio Dentistico Mauro Savone Via Nettunense 226, Cecchina (Roma)

Cosa può fare il dentista per l'estetica del sorriso

Contenuti:

bocca fresca e in saluteLa "bellezza" della dentatura nella bocca deriva da diversi aspetti: ogni dente dev'essere "pulito", e cioè "bianco"; dev'essere "intero"; e soprattutto, deve essere presente al suo posto, e se proprio manca, deve essere sostituito da una protesi che faccia adeguatamente il suo lavoro, funzionalmente ed esteticamente.

La pulizia dei denti

Ogni piano di trattamento inizia con l'igiene dentale, che ha il compito di preparare il terreno per tutti gli interventi successivi. Per "seduta di igiene orale" si intende la classica pulizia dei denti, e consiste nella ablazione del tartaro, fatta con uno strumento ad ultrasuoni (l'ablatore) la cui punta viene passata sulla superficie dei denti, specialmente vicino alla gengiva, e negli spazi interdentali, sia per eliminare il tartaro, sia per rimuovere le colorazioni superficiali (ad esempio macchie di caffé e di fumo); e la lucidatura, fatta con uno spazzolino od una coppetta di gomma rotante, su cui viene stesa della pasta leggermente abrasiva, che viene passata sulle superfici dei denti. Un altro passaggio che volendo può essere eseguito, è la "sabbiatura", usando uno strumento somigliante alla pistola di un compressore ad aria (chiamato appunto sabbiatrice), che "spara" particelle di bicarbonato ad alta pressione, e che riesce a rimuovere facilmente le macchie sui denti, ed infatti a questo scopo può sostituire l'ablatore ad ultrasuoni.
Dopo la pulizia dei denti è più semplice individuare carie, controllare lo stato di salute gengivale, ed in generale si potrà eseguire tranquillamente qualunque altro intervento nella bocca, visto che ci sono molti meno batteri ad interferire col lavoro del dentista.

Sbiancamento dentale

Lo sbiancamento dei denti è un procedimento praticamente solo cosmetico, e diversamente dagli altri interventi elencati in questa pagina non ha scopi terapeutici. Per una trattazione più approfondita dello sbiancamento vi rimando alla sezione "monografie" di questo sito, accessibile dal menù.

Ricostruzioni ed otturazioni dentali

sostituzione di otturazioni in amalgama con composito su molari e premolaricura di carie interprossimali degli incisiviricostruzioni di margini incisali fratturatiL'otturazione e la ricostruzione sono forse gli interventi più frequenti che si svolgono nello studio dentistico; il principio dell'otturazione è semplice: rimuovere la carie, grattando via il tessuto dentale che ormai si è deteriorato, e lasciando una cavità con delle pareti dure, cioè fatte da tessuto dentale sano, e quindi "richiudere il buco" riempiendolo con un materiale da otturazione, cioè, al giorno d'oggi, con il composito; il composito è un materiale con una struttura portante di resina, e riempito con particelle di materiale inorganico, cioè piccoli cristalli minerali; ha un enorme vantaggio sull'amalgama, e cioè il fatto che è disponibile in diverse tonalità di colore uguali ai colori dei denti normali; inoltre è più facile da modellare e applicare, ed ha una durezza che somiglia molto a quella del dente, al contrario dell'amalgama che è un materiale "troppo" rigido. Mentre l'otturazione normalmente è un intervento minimo, dove la cavità è piccola ed è sufficiente colmarla di composito, la ricostruzione invece, come dice il termine stesso, consiste nel restaurare parti di dente più grandi, e quindi appunto, "ricostruire" ad esempio cuspidi, margine incisale, o intere pareti.

Quando la ricostruzione non basta o è impraticabile(dente molto danneggiato, quasi distrutto, o completamente mancante), si ricorre alla protesi. La protesi dentale è un manufatto "artigianale" a tutti gli effetti, costruito fuori dalla bocca, e applicato per sostituire parti di dente mancante, o interi denti.

Intarsio/inlay

intarsio inlay in ceramica su molareL'intarsio (in inglese detto "inlay", cioè "che si inserisce dentro"), è il tipo di protesi fissa che assomiglia di più ad una normale ricostruzione: è una specie di tassello confezionato nel laboratorio odontotecnico (costruito in ceramica o in composito), che viene cementato nella cavità del dente. Molto spesso, è utilizzabile in alternativa ad una ricostruzione, tuttavia aldilà del costo maggiore, è preferibile per estetica e resistenza: il tecnico in laboratorio può riprodurre in maniera più precisa il colore del dente, ed i margini di chiusura, procedure che in bocca sono ovviamente più complicate da eseguire; ovviamente, anche se un intarsio è migliore di una ricostruzione, esteticamente e funzionalmente, è anche vero che a causa della differenza di costo spesso accade che il paziente preferisca la classica ricostruzione.

La corona dentale protesica (capsula)

tre corone in metallo-ceramica su modello in gessocapsula su moncone, sezioneQuella che solitamente viene chiamata "capsula", è una protesi fissa il cui nome esatto è "corona" (proprio come la "corona" del dente, cioè la parte che fuoriesce dalla gengiva, siccome la va a sostituire/ricoprire), e consiste in un involucro, cementato sul moncone del dente, come se fosse una calotta (il dente per questo motivo va limato per "fare spazio"alla corona). E' formata da una armatura interna (di vari materiali, ad oggi si usano lega aurea o di platino, acciaio cromo-cobalto, o ossido di zirconio, raramente il titanio; a volte l'armatura non c'è affatto, e l'intera capsula è fatta solo di ceramica); questa armatura viene rivestita da ceramica (meno frequentemente composito o resina, più economici e ovviamente meno resistenti, indicati solo in casi particolari) che fornisce un aspetto naturale alla capsula. E' la scelta migliore in caso di denti molto danneggiati, sui quali svolge non solo una funzione estetica, ma anche protettiva, contenendo il dente all'interno di un'armatura metallica, e consolidandolo in un unico blocco. Se l'elemento dentario è completamente privo della corona, ad esempio a causa di una carie destruente, affinché sia possibile applicare la capsula si costruisce il cosiddetto "perno moncone", cioè si sfruttano i canali delle radici per cementare al loro interno dei perni, attorno a cui poi viene ricostruito un moncone "finto", normalmente di composito, usato come supporto per la corona protesica (anche se a volte, per motivi di igiene e resistenza strutturale, è preferibile estrarre le radici e applicare un impianto, anche se il costo di questo intervento è maggiore).

Il ponte dentale

ponte in metallo ceramica di tre dentiinserimento di un ponte di tre dentiIl ponte è una protesi fissa che sfrutta due o più denti limati (che vengono chiamati pilastri), per sostituire con la sua travata uno o più denti che mancano completamente, distribuendo il carico di questi sui pilastri. Il ponte più corto è quello di tre elementi, cioè una protesi fissa che sostituisce un dente mancante (come in figura), appoggiandosi al dente davanti ed a quello dietro; il ponte retto da denti viene usato sempre meno spesso, siccome richiede di limare i denti vicino alla zona vuota, rovinandone la superficie, aggiungendo un margine di chiusura tra metallo e dente che costituisce un potenziale punto debole, e sovraccaricando i pilastri, il tutto per aggiungere dei denti che potrebbero quasi sempre venire sostituiti con degli impianti, senza la minima necessità di toccare i denti vicini, e ad un costo che, anche in base al numero dei denti mancanti, può avvicinarsi a quello del ponte normale.
Tuttavia ci sono sempre i casi particolari: ad esempio se i denti vicini alla zona vuota sono già di per sé molto danneggiati, e andrebbero comunque incapsulati, facendo un ponte si risolverebbero due problemi in uno, con un intervento abbastanza rapido in termini di tempo, e soprattutto con una differenza di costo rispetto agli impianti che in questo caso sarebbe elevata.
Un ponte ovviamente può estendersi su diversi settori della dentatura, sia anteriori che posteriori, per un numero totale di denti variabile; quindi può essere necessario avere più di due pilastri se i denti mancanti sono numerosi, perché bisognerebbe ripartire lo sforzo di un numero maggiore di denti mancanti.

Gli impianti dentali

impianto in titanio inserito nell'osso alveolarecorona avvitata su impianto in titanioLa funzione dell'impianto è quella di sostituire la radice, o le radici di un dente mancante, normalmente (anche se non sempre) per sorreggere un moncone, sul quale si cementa (o si avvita, meno di frequente) una corona in metallo-ceramica. Al costo dell'intervento, si associa comunque una serie di importanti vantaggi: evitare di limare i denti vicini per costruire un ponte (che nel caso di un solo dente mancante, avrebbe un costo simile a quello dell'impianto); la precisione del manufatto finale, con la coincidenza dei margini della corona e del moncone (l'odontotecnico costruisce la capsula direttamente sul moncone di titanio); la stimolazione dell'osso sottostante con il carico della vite, che riduce il riassorbimento osseo (quando un dente viene a mancare, l'osso che lo regge scompare lentamente, siccome l'organismo rimuove i tessuti che non sono più necessari; la vite dell'impianto però "sforza" l'osso, che quindi è stimolato a rimanere in posizione); e infine il fatto che il titanio è un materiale inerte, quindi è sicuramente più "pulito" di una radice devitalizzata (anche se nessun impianto sarà mai migliore di un dente intero ed in piena salute).
Gli impianti possono essere anche usati per sostenere un ponte, al posto dei normali denti; ad esempio, se mancano tre denti consecutivi, invece di limare almeno altri tre denti per costruire un lungo ponte di 6 denti, si possono inserire due impianti alle due estremità della zona vuota, e tra questi due impianti si può costruire un ponte di tre denti.
Nel caso di una edentulia totale (cioè quando mancano tutti i denti), come -costosa- alternativa alla normale dentiera, è possibile applicare degli impianti distribuiti su tutto il perimetro dell'arcata, e utilizzarli come pilastri per un "bloccaggio", cioè un ponte fisso di metallo e ceramica che si estende su tutta l'area priva di denti. I vantaggi, rispetto ad una protesi totale in resina, sono avere un ingombro molto minore all'interno della bocca, con dei denti che non vanno mai tolti prima di andare a dormire, che masticano in maniera molto più efficace, che permettono di parlare normalmente senza l'impedimento del palato ricoperto di resina, oltre al fatto che gli impianti permetterebbero di mantenere l'altezza dell'osso, che invece con una normale dentiera andrebbe lentamente incontro a riassorbimento.

La protesi mobile

protesi mobili parzialiprotesi mobile parziale superioreQuando si presenta la necessità di sostituire un gruppo di denti mancanti, che non sono rimpiazzabili con una protesi fissa (non ci sono denti abbastanza saldi per reggere un ponte, non c'è un osso sufficiente per contenere impianti, o semplicemente non ci sono le possibilità economiche per pagare un simile lavoro), la protesi mobile è l'unica possibilità che rimane, e che comunque è molto meno difficile da mettere in atto, siccome riesce ad adattarsi a quasi tutte le situazioni possibili.
La protesi mobile parziale si usa per sostituire un gruppo di denti mancanti, continui e non, agganciandosi ed appoggiandosi ai denti ancora presenti, e sfruttando la gengiva della zona priva di denti come un cuscinetto, su cui si adagia la "sella" contenente i denti "finti" della protesi, che scarica qui la maggior parte delle forze della masticazione. L'ingombro della protesi mobile varia in base alla struttura: le protesi mobili interamente di resina sono piuttosto voluminose, e "rubano" più spazio nella bocca, ma sono più economiche e permettono di aggiungere altri denti più facilmente, se necessario; le protesi con struttura interna metallica, gli "scheletrati", hanno un ingombro molto inferiore, che spesso consiste in una sottilissima barra adagiata sul palato, per la protesi superiore, o in una barra curva che corre dietro gli incisivi, per quella inferiore; inoltre, i ganci che mantengono questo tipo di protesi in posizione, possono essere progettati in modo da non esser quasi visbili neanche durante il sorriso.
protesi mobili parzialiLa "dentiera" (protesi mobile totale) si usa quando mancano tutti i denti; a meno che non sia combinata all'uso di impianti, su cui si regge grazie a degli speciali attacchi a bottone, l'unico modo perché sia stabile è ottenere una superficie di appoggio molto precisa sulla gengiva, in modo da creare un effetto "ventosa"; la protesi superiore, per quando sia molto fastidiosa quando viene messa per la prima volta, a causa dell palato di resina che occupa molto spazio e complica la pronuncia delle parole, proprio grazie allo stesso palato di resina riesce a sviluppare una azione di ventosa sulla gengiva, e normalmente ha una buona stabilità; la protesi inferiore invece, tranne alcuni rari casi, difficilmente ha una buona tenuta, a causa della forma a ferro di cavallo e quindi della ridotta superficie di appoggio.

Ultima modifica: 9 Jun 2011, 07:45
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