Studio Dentistico Mauro Savone Via Nettunense 226, Cecchina (Roma)

Rapporto tra gnatologia, occlusione dentale e postura

TL;DR (non ti va di leggere tutto perché è troppo lungo? Ecco il riassunto)
Il corpo umano è un insieme di organi che possono influenzarsi tra loro, quindi se la posizione ed il movimento della mandibola sono patologici possono risentirne anche altri distretti; correggere l'occlusione può correggere anche altri disturbi solo se questi ne sono derivati. Esistono diversi bite e apparecchi per migliorare la funzione occlusale, quello che uso nel mio studio è focalizzato sulla regolazione dei movimenti mandibolari.

La gnatologia, lo studio dell'occlusione dei denti, e la sua relazione con la postura, sono argomento vasto e non ancora definito con precisione; tuttavia l'osteopata dopo le sue manipolazioni vi raccomanda di risolvere le interferenze occlusali, il medico di famiglia suggerisce una visita dal dentista se avete sempre mal di schiena, e pure il salumiere vi dice che se camminate male può essere colpa del ponte che vi siete fatti fare.
Come stanno le cose? In questo articolo fornisco un metodo di lettura.

Contenuti:

Keep it simple stupid

Non è un insulto, ma un acronimo diffusissimo in lingua inglese, che deriva dal più aulico rasoio di Occam; perché cercare spiegazioni difficili, se c'è un'alternativa semplice che fa tornare i conti?
Per anni mi sono tenuto a distanza dalla gnatologia per l'impressione che ci fossero troppe scuole, troppi metodi, e tutto fosse molto complicato e cabalistico; ho finalmente trovato un metodo che forse nella pratica non si distanzia troppo dagli altri, ma che alla base ha una teoria chiara e molto sensata; semplice ma non facile, come dice chi me lo ha insegnato.

Dentisti, non ortopedici

Nel mio studio non c'è una pedana stabilometrica, non prescrivo solette ortopediche, né collaboro con osteopati; non vi chiederò la lastra della vostra colonna vertebrale, perché sono dentista e preferisco guardare le ortopanoramiche. Da dentista mi occupo della salute della bocca, e non suggerisco terapie per la scoliosi o il ginocchio valgo; quello che però può capitare è che, se scoliosi o ginocchio valgo sono stati facilitati da un "malfunzionamento" della bocca, dopo la correzione del problema occlusale anche schiena e ginocchio possono tornare al loro funzionamento "normale"; se questo non accade, vuol dire la causa del problema non era il malfunzionamento della bocca, ma alla fine della terapia se non altro la bocca funzionerà correttamente.

Forma e funzione

L'evoluzione delle specie ha avuto luogo grazie alla capacità degli organismi viventi di adattarsi all'ambiente: esistono cambiamenti che possono avvenire solo su archi di tempo molto lunghi (come i pesci che hanno iniziato a colonizzare la terra), e modifiche immediate (camminare storti per colpa di un sassolino nella scarpa) che dopo poco tempo diventano modifiche anatomiche (la scoliosi che ci viene se ci teniamo il sassolino nella scarpa per mesi).
La funzione (camminare storti) influenza la forma (scoliosi), ma anche la forma (altezza) influenza la funzione (salto in lungo). Questo concetto, basta pensarci, è vero sia nel mondo animale che in quello vegetale.
La forma dei denti e la loro posizione influenzano la funzione della bocca (un dente storto a sinistra obbligherà a masticare a destra per evitare urti dolorosi), e la funzione influenza la posizione dei denti (il succhiamento del dito sposta in avanti gli incisivi superiori), e di esempi ce ne sarebbero molti altri.

La mandibola, l'articolazione temporo-mandibolare e... la postura?

L'articolazione temporo-mandibolare, o ATM per gli amici, è quella che fa aprire e chiudere la bocca tramite lo spostamento mandibolare. Cosa c'entra la mandibola con il resto del corpo, e perché i "bite" possono miracolosamente risolvere i problemi di collo, spalle, schiena, braccia e gambe, oltre al mal di testa e i problemi del sonno? (e magari far rimanere incinta donne che tentano invano di avere figli da anni?)
Immaginate un macchinario enorme, come quelli di una volta, con tanti ingranaggi:


Charlie Chaplin nella celebre scena degli ingranaggi di Tempi Moderni

se un sassolino finisse all'interno del macchinario potrebbe incastrarsi in una ruota dentata, e con effetto a catena far rallentare gli altri ingranaggi o addirittura bloccarli; proprio come quando ci finisce un sassolino nella scarpa e siamo costretti a zoppicare fino a quando non lo togliamo.
Un singolo dente malposizionato, o un disco articolare consumato/dislocato, possono alterare i movimenti della masticazione, ed in generale i movimenti della bocca (cioè della mandibola), ed una mandibola che si "muove male" può a sua volta essere il sassolino che interferisce con il resto delle nostre articolazioni.
Come? Ad esempio impedendo dei movimenti di ritorno elastico durante la rotazione del collo, o scatenando un'infiammazione tendinea che provoca dolore durante alcuni spostamenti, o causando l'affaticamento di muscoli che sono coinvolti anche in altri compiti; questo accade più facilmente nelle aree limitrofe all'articolazione temporomandibolare (collo e spalle), e queste ultime a loro volta possono causare limitazioni funzionali in distretti progressivamente più distanti.
Non c'è bisogno di indagare sul metodo esatto con cui avviene questa "staffetta" nella quale le parti del corpo si coinvolgono a vicenda (per il motivo di cui sopra, da dentista mi occupo della bocca), l'importante è sapere che questo accade, e che a volte un problema posturale può scatenarsi, in parte o del tutto, per problemi che si trovano nella bocca.
Per questo può accadere che eliminando le interferenze della disfunzione temporomandibolare sul resto dell'organismo si possono risolvere i problemi posturali, non c'è nulla di magico o miracoloso perché si tratta di un normale meccanismo di causa ed effetto.

I bite e gli apparecchi funzionali di regolazione articolare mandibolare

Il bite è un apparecchio che serve a far chiudere la bocca in una posizione precisa ("bite" in inglese significa appunto "morso"); le scuole di pensiero in gnatologia si differenziano in sostanza nel metodo che usano per trovare la posizione migliore possibile per la mandibola del paziente (c'è chi usa l'elettrostimolazione per cercare la posizione di riposo muscolare, chi porta in avanti il mento per "catturare" il disco articolare, chi condiziona il paziente per qualche giorno con un apparecchio preparatorio... eccetera eccetera).
La metodologia che seguo nel mio studio, invece di impartire una posizione statica, ha lo scopo di liberare e guidare i movimenti della mandibola, rendendoli rettilinei, simmetrici, facili da eseguire, e quindi non uso dei "bite" propriamente detti.
Il dispositivo che uso va indossato solo di notte, funziona da riprogrammatore motorio, ed è derivato dalla filosofia di Pedro Planas, il suo obiettivo è di fornire degli appoggi dentali di guida e di bilanciamento che distribuiscono le forze occusali su determinati punti, cercando di formare un tripode, per agevolare i movimenti del condilo mandibolare che viene alleggerito dei carichi più significativi (come dovrebbe accadere di norma in una bocca "funzionante"), e per "istruire" il cervello a incorporare gli stessi movimenti nelle normali attività quotidiane (principalmente la masticazione).
L'esempio che faccio sempre ai miei pazienti è che l'apparecchio che uso è come una soletta ortopedica per la bocca, che serve a fare la convergenza della mandibola.
La terapia si svolge con regolazioni successive dell'apparecchio, che tanto più è efficace nel migliorare i movimenti mandibolari, tanto più rapidamente smette di funzionare, perché cambia l'assetto occlusale del paziente, e necessita di venire modificato per ripristinare l'effetto di guida e bilanciamento sui movimenti. Il termine della terapia si raggiunge quando non sono più necessarie regolazioni, e quindi si può ritenere che la funzione articolare è stata ripristinata completamente perché la mandibola non ha più cambiato la sua posizione in risposta all'apparecchio.

E alla fine cosa si fa?

Indipendentemente dall'apparecchio usato, una volta che il paziente ha risolto i problemi risolvibili con la terapia occlusale/funzionale (non tutti i problemi posturali potrebbero derivare dall'occlusione) cosa si fa? Se si smettesse semplicemente di indossare l'apparecchio (bite, riprogrammatore motorio, o qualunque altro dispositivo) i problemi tornerebbero perché mancherebbe la correzione che li fa sparire.
Le strade a disposizione sono tre:

  1. Continuare a indossare a vita l'apparecchio o bite
  2. Fare ortodonzia per cambiare l'occlusione compatibimente con le informazioni fornite dall'apparecchio o bite
  3. Costruire una protesi (fissa o mobile) che svolga nella bocca la stessa funzione dell'apparecchio o bite

ognuna con i suoi pro e contro, e con indicazioni relative alle caratteristiche del paziente.

"Anche io devo mettere un bite?"

Fermo restando che questo genere di apparecchi va costruito secondo criterio (non conta la scuola di pensiero, purché funzioni), il suo utilizzo non è nocivo, anche per chi non ne avrebbe bisogno; naturalmente la terapia ha un costo, e quindi la si consiglia a chi ne potrebbe ricavare dei benefici. Una persona con dolori posturali ricorrenti è un buon candidato per un trattamento gnatologico: la certezza che la causa dei dolori sia almeno in parte della bocca la si può avere solo dopo aver iniziato la terapia e notato dei miglioramenti, ma normalmente vale la pena di fare una scommessa pascaliana, perché anche se non si risolvessero i dolori posturali (magari si scopre che la bocca non c'entra nulla), perlomeno si migliorerebbe il funzionamento della bocca.
Se si entra poi nel campo dello sport, si potrebbe scoprire che "sintonizzando" l'occlusione si migliorano le proprie prestazioni agonistiche, anche godendo di ottima salute, non resta che tentare.

Ultima modifica: 26 Apr 2015, 14:53
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